La bandiera turca porta una mezzaluna e una stella. La serie le segue dal Bosforo all'altopiano dell'Anatolia, fino al Mediterraneo.
A Istanbul lo stretto separa due continenti e i traghetti li ricuciono dall'alba alla sera. La città non sceglie da che parte stare: ci vive sopra, con le sue lingue e le sue religioni. La storia sta in un isolato, il futuro in quello accanto.
In Cappadocia il vento e l'acqua hanno lavorato il tufo per millenni; alle forme che ne sono uscite gli abitanti hanno dato un nome da fiaba, camini delle fate. Gli uomini hanno proseguito nelle due direzioni: città intere scavate sottoterra, mongolfiere all'alba. C'è chi le valli le attraversa ancora a cavallo.
Ad Antalya, affacciata sul Mediterraneo, sono attraccati per secoli popoli lontani; molti l'hanno resa casa. Nell'entroterra le sorgenti calde hanno costruito le terrazze bianche di Pamukkale, alla lettera il castello di cotone; i turisti le salgono a piedi nudi, per non rovinarle.
Le persone incontrate lungo la strada hanno raccontato le proprie vite senza dire una parola. Basta guardarle.
Sulla bandiera la mezzaluna guarda la stella: vicina, mai raggiunta. Il paese somiglia a quel disegno.